15 giugno 2011

E’ un diritto essere donna?

Pubblicato in: Attualita' tagged , , , , , , , a 4:44 pm di thefamousblueraincoat

La violenza, la scarsa assistenza sanitaria e l’estrema poverta’  fanno dell’Afghanistan il Paese piu’ pericoloso per le donne, insieme al Congo, di poco secondo, a causa del pauroso livello degli stupri. Questo e’ quanto riporta oggi la Fondazione Thomson Reuters. Il Pakistan, l’India e la Somalia arrivano terzo, quarto e quinto, rispettivamente, nell’indagine globale della percezione delle minacce che vanno da abusi domestici e discriminazione economica, fino a feticidio, mutilazione genitale e devastazione con acido.
TrustLaw ha chiesto a 213 esperti di identita’ sessuale di cinque continenti di classificare le nazioni in base alla percezione generale del pericolo e di sei fattori di rischio: minacce per la salute, violenza sessuale, violenza non sessuale, fattori culturali o religiosi, mancanza di accesso a risorse e traffici. Alcuni esperti hanno evidenziato che l’indagine mostra come pericoli “sottili”, come la discriminazione, che generalmente non conquista i titoli dei giornali, siano a volte rischi significativi per le donne alla stregua di bombe, proiettili, lapidazioni e violenze sessuali sitematiche.

Il conflitto in atto, gli attacchi aerei della NATO e le pratiche culturali sono fattori che, combinati, rendono l’AFGHANISTAN un posto altamente pericoloso per le donne. Qui, 1 bimba su 10 muore nei primi anni di vita, quasi 9 donne su 10 (l’87%) rimangono analfafete e 8 su 10 sono costrette ai matrimoni combinati.
Inoltre, le donne che cercano di farsi sentire o di assumere ruoli pubblici che minacciano i radicati stereotipi sessuali di quello che e’ accettabile o meno per una donna, subiscono spesso atti intimidatori o vengono uccise.

La REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO (DRC), che sta ancora soffrendo per la guerra avvenuta tra 1998-2003 ed il conseguente disastro umanitario che ha ucciso 5.4 millioni di persone, si trova al secondo posto essenzialmente per i livelli sconvolgenti di violenze sessuali nella parte orientale praticamente senza leggi: piu’ di 400,000 donne vengono violentate nel Paese ogni anno. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il Congo la capitale mondiale degli abusi ssessuali. Le statistiche su questo sono tristemente illuminanti: la guerra, l’uso della violenza come arma e il reclutamento delle donne come soldati e poi usate anche come schiave del sesso.

Il PAKISTAN si trova al terzo posto della classifica principalmente sulla base di pratiche religiose, culturali e tribali dannose per le donne. Queste includono il matrimonio combinato tra bambini e punizioni attraverso lapidazione o altri abusi fisici. Il Pakistan, inoltre, ha uno dei livelli piu’ alti dei cosiddetti delitti d’onore: circa un migliaio di donne e ragazze ogni anno.

Il quarto posto dell’INDIA, invece, e’ motivato principalmente da feticidio e infanticidio femminile e traffico di esseri umani. In 2009, l’allora Segretario di Stato Indiano Madhukar Gupta ha dichiarato che 100 millioni di persone, principalmente donne, fossero coinvolte in traffici nello stesso anno. La pratica e’ comune ma redditizia, quindi prosegue indisturbata senza l’intervento di polizia e governo. Inoltre, l’Ufficio Centrale di Investigazione in India ha stimato che, sempre nel 2009, il 90% dei traffici abbia avuto luogo all’interno paese e che ci fossero circa 3 milioni di prostitute, 40% delle quali bambine. In aggiunta alla schiavitu’ sessuale, altre forme di traffici includono i lavori forzati ed il matrimonio combinato.

Al quinto posto, la SOMALIA. I pericoli in questo paese sono di varia natura, inclusa l’alta mortalita’ in gravidanza, gli stupri e la mutilazione femminile dei genitali insieme al limitato accesso all’educazione, le scarse cure mediche e le condizioni economiche. In effetti, la cosa piu’ pericolosa che una donna possa fare in Somalia e’ restare incinta, poiche’ la sua vita sarebbe in pericolo al 50% non essendoci cure pre-natali, ospedali, ne’ assistenza sanitaria. A questo si devono aggiungere i casi di stupro che avvengono su base giornaliera, la mutilazione genitale che viene praticata su ogni ragazza somala, la siccita’, la carestia ed i conflitti. In pratica, si puo’ morire in qualunque giorno, in qualunque momento.

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